Quando si valuta la qualità della vita del proprio animale domestico, sono importanti sia le informazioni relative agli animali che quelle dei familiari. Tutto ciò perché si dovranno compiere delle scelte per preservare le condizioni del benessere dell’animale, dei desideri/aspettative del proprietario stesso, ma soprattutto del loro “unico” rapporto.
Un Medico Veterinario deve essere in grado: di “ascoltare” sia il proprietario che l’animale, di saper spiegare come si può convivere con la malattia, di suggerire soluzioni funzionali al miglior stato di benessere dell’animale (ad esempio tramite cure palliative) e di coinvolgere attivamente il proprietario nelle possibili modalità di aiuto all’animale.
Nei pazienti terminali l’attenzione dovrebbe essere spostata dalla quantità di vita rimanente alla qualità di questa, includendo anche la qualità della morte, vista come parte integrante della vita che rimane.
Le stesse cure palliative on devono essere intese come sinonimo di inutile, fittizio o effetto placebo, ma con una accezione più protettiva o avvolgente (pallium dal latino mantello). Le cure palliative non mirano ad agire sulla causa della patologia piuttosto sulla qualità di vita.
Esistono quindi diverse opzioni per cercare di attenuare le sofferenze ed i dolori: farmaci, parafarmaci, migliore gestione dell’ambiente casalingo, supporti/sostegni per agevolare i movimenti, ecc.
L’eutanasia è relegata in coda alle numerose possibilità di concludere nel miglior modo possibile l’esperienza di una vita.
Punteggio da attribuire a ciascuna constatazione: 0 = in accordo con le abitudini del mio animale; 1 = alcuni cambiamenti; 2 = molti cambiamenti.
Di seguito sono riportate alcune domande aperte che aiutano a valutare gli impegni di tempo, emotivi e (se del caso, finanziari) della tua famiglia: